
Come la Cartiera Sacca ha trasformato la compliance in un vantaggio competitivo
18 Novembre 2025Ciao, sono Renato.
Ogni fine anno mi fermo un momento a osservare cosa sta succedendo nel nostro settore. E per il 2026, la storia ha un punto centrale: stiamo entrando nella fase adulta della transizione energetica. Meno entusiasmo improvvisato, più concretezza.
Il cambiamento in corso è reale.

E non riguarda solo l’energia in sé, ma anche il contesto che ci circonda: in un mondo segnato da tensioni geopolitiche, prezzi instabili e incertezze globali, le rinnovabili stanno diventando una delle poche certezze strategiche. Non risolvono i conflitti, ma riducono la vulnerabilità: più produciamo localmente, meno dipendiamo da ciò che accade altrove.
Il 2024 ce lo ha mostrato chiaramente: l’Italia ha consumato più energia elettrica rispetto all’anno precedente – il fabbisogno è cresciuto di oltre il 2% secondo Terna – ma per la prima volta le rinnovabili hanno coperto più del 40% della domanda elettrica.
Un segnale forte: in un mondo instabile, la stabilità arriva proprio da qui.
*(Terna Download+22024 Digital Report – Terna+2)
Fotovoltaico: crescita più stabile, ma con qualità più alta
Sfide normative e politiche in Italia come i ritardi normativi, possono frenare la crescita locale anche in un contesto globale favorevole: entro il 2026 comunque la produzione elettrica da rinnovabili potrebbe superare quella da carbone, ma con qualche attenzione in più.
- I controlli aumenteranno.
- Gli impianti saranno integrati sempre di più nei processi industriali.
In pratica: il fotovoltaico diventa un’infrastruttura produttiva.
E gli imprenditori inizieranno a chiedere: “questo impianto come migliora il mio business ogni giorno?”.
Ed è lì che l’automazione, il monitoraggio e la gestione intelligente (come il nostro 9DES) faranno davvero la differenza.
Rete elettrica: più pressione, più digitalizzazione
Qui c’è un dato importante che bisognerebbe tenere a mente: la rete europea sarà sotto maggiore stress nei prossimi anni. Ci sarà una maggiore la spinta all’elettrificazione (mobilità, riscaldamento, industria) e la necessità di reti più robuste.
Cosa significa per il 2026?
- Più interventi di rinforzo sulla rete.
- Più richieste di dispacciamento e gestione dei picchi.
- Più valore per chi saprà modulare i consumi.
In altre parole, non basterà “produrre energia”, sarà fondamentale usarla nel momento giusto.
Accumulo: crescita costante e sempre più industriale
Ed eccoci al tema che torna in ogni report: l’accumulo diventerà centrale.
Non parliamo di esplosioni del mercato, ma di un ingresso silenzioso e costante nei processi industriali.
Le batterie saranno la risposta concreta per gestire i picchi di consumo e ridurre le incertezze della rete nazionale.
Comunità energetiche: un agire globale
Un’altra tendenza che vedo forte per il 2026 è la crescita delle Comunità Energetiche: non solo impianti grandi su campi o tetti aziendali, ma piccoli gruppi (quartieri, comuni, imprese locali) che si uniscono per produrre, condividere e autoconsumare energia pulita. Modelli “CER pubbliche” e partenariato pubblico-privato possono essere un driver importante nei prossimi anni. Una vera leva strategica per le imprese.
Perché? Perché l’energia non deve più essere un problema distante: può essere un bene comune, una risorsa condivisa con implicazioni importanti per il mercato: più autoconsumo, minore dipendenza dalla rete centrale, potenziali risparmi.
Questo è esattamente il tipo di transizione che appassiona noi di 9REN People: tecnologia + comunità + senso pratico.
Gas e fossili: ancora presenti, ma meno centrali
Le previsioni per il 2026 non parlano di un abbandono netto. Anzi, i combustibili fossili serviranno ancora per dare stabilità al sistema. La vera novità è che non saranno più protagonisti, ma strumenti di supporto. Questo riequilibrio apre spazio a soluzioni ibride, più flessibili, previste all’interno delle strategie europee.
Un grande trend unisce tutto: la flessibilità
Lo si legge in tutti i rapporti più aggiornati:
il sistema energetico del 2026 sarà più flessibile del passato. Cosa significa nella pratica?
- consumi modulabili
- impianti che “parlano” con la rete
- aziende che producono, accumulano e restituiscono energia
- sistemi intelligenti che ottimizzano e monitorano i consumi in tempo reale.
È proprio questo il punto: la transizione non si gioca più sulla quantità di rinnovabili installate, ma sulla capacità di usarle bene.
Le mie conclusioni…
Il 2026 sarà un anno di consolidamento.
Si investirà, sì, ma con più criterio. Le aziende cercheranno partner affidabili, in grado di integrare tecnologie diverse e accompagnarle passo dopo passo.
E in un mondo dove le variabili geopolitiche cambiano più velocemente delle stagioni, una cosa diventa evidente: puntare sulle rinnovabili e sulla gestione intelligente dell’energia significa ridurre la dipendenza da ciò che accade fuori dai nostri confini. È un modo per proteggere la propria azienda, renderla più stabile e capace di affrontare qualsiasi incertezza.
E io, che passo la vita tra tetti, impianti e strette di mano con imprenditori di ogni settore, una cosa la vedo chiaramente: chi inizia ora un percorso intelligente – tecnologie rinnovabili, automazione, accumulo – arriverà al 2026 non solo preparato, ma in vantaggio.
E questo, per un imprenditore, vale più di qualsiasi previsione.
Renato





